Archivi del mese: novembre 2008

You can try, you can try

I pianti dell’uomo si adattano perfettamente al vento, fuori dall’auto, che travolge le foglie.
Mucchi secchi che svolazzano in cerca di qualcosa, sbattuti dal vento, controvoglia.
E al buio fanno quasi compassione, tra e luci di quei paesi spenti e lungo i viali alberati. 

Continua a leggere

Annunci

steamed in burning flowers // Orange Pekoe

(o ancora, canvas. ma suona male)

è inutile, lo so, ma qualcosa dovevo scrivere. e questa cosa la volevo scrivere da qualche parte.

trattasi di due sabati fa.
si parla di “essere in botta”. senza droga alcuna. eccetto qualche piccolo evento.

in pratica
ti ritrovi a camminare, sfinito per aver dormito solo 2 ore. sfinito per aver scritto per 3 ore.
e ti accorgi del marciapiede: pulito. Le foglie degli alberi si preparano già all’autunno, cadono e creano confusi movimenti, trame complesse. in evoluzione. e tra queste brilla una luce, una luce intensa e giallognola, un sole che non hai visto da molto tempo bagna tutto, investe ogni albero e persona.
Dopodichè ti dirigi in città. Tra risate e vecchi sorrisi (nulla di che, ma fa sempre piacere) ti guardi attorno.
Gente strana. Gente. E fotografi. E’ evidente che molti si sono accorti di quanto oggi l’aria sia diversa. Di quanto sia morbida. Fotografano te, la tua amica, i bambini e le fontane. e arrossendo non dici nulla, tutto contento.
Poi alzi lo sguardo. Il cielo è azzurro. Attraversato da una coltre di grigio, ma è azzurro e luminoso. Non lo vedi forse, ma lo senti. I palazzi brillano, le persone ridono, e le piante, molli, si godono il sole da quegli irraggiungibili terrazzi.
E tra questi colori capisci che qualcosa non va. E’ tutto tremendamente bello, forse.

E le foglie degli alberi. Anche davanti al cimitero, così piccole, così belle. Ti accorgi della loro grazia e tenerezza, e quasi intravedi delle magnolie.

Ma poi, la sera vedi altro.
La luna, quasi piena, immobile, circondata da nuvole che sembrano abbracciarla. Una prospettiva strana, sembra di essere al centro del mondo. Tutto è curvo, tutto è posto in relazione a te. Sembra di essere in Wanderlust, e mentre ascolti Desired Constellation, sfrecciando nella notte, il tuo sguardo torna per un’ultima volta alla terra. Non c’è più. I campi sono coperti di una bassa, ma densa nebbia. Un mare di sonno.

E capisci che no, non c’è nessun forse. E’ tutto bellissimo. E la bellezza ovviamente è anche nei tuoi occhi.
La serenità. In te.

blossom/blossom/blossom/blossom/blossom/blossom/blossom

(devo scrivere altro per finire il discorso iniziale? boh)

4/11/08

prima di tutto ciò scrivevo:

in treno:
“E’ un giorno perfetto per Drawing Restraint.
Il clima è alienante, e ciò che succede pure. Pura e semplice casualità. Forse.
Scende, pian piano, gocciola sui vetri. E ti chiede “è tutto vero?”, come un turista disorientato.
Ma qui, tra fumo e ferro, non c’è nulla da vedere. Nor feel.” 

ora, fortunatamente, sorrido così tanto da non sapere nemmeno cosa intendessi.
sono cosi lontano da queste gocce! 

look out the window // such pretty face

^^

Non so bene cosa dire.

Solo, sono molto felice. molto. preoccupato, felice, sorridente. canticchio damien rice, ascolto radiohead (!) e meshell ndegeocello.

La pioggia, e i tintinnii. Due giorni di pioggia, due giorni fantastici e strani. Un anno tra essi, un mese di notti fredde. e penso al canada.

Oggi ho ascoltato quattro volte drawing restraint. andando, aspettando, guardando e correndo. e le ultime volte ho skippato storm, soffermandomi su antartic return. I campanelli, il buio nel treno, io come un cretino a pensare al cielo, a tutto quello che ci copre. e alle novità

sento la neve, sento gli alberi verdi e teneri.

e mi viene da cantare
sanctus

pioggia, (libertà) e sole

Continua a leggere

+=-

(e qualcuno dice che scrivo poco)