Archivi del mese: dicembre 2010

sbuffare

forse mia cara maestra non ha capito è amore mio infinito

Thighs

le tue cosce sono la strada più dolce per il paradiso

è affascinante come ciò che più trovo ripugnante in me e nel mondo in voi diventa così poetico e accogliente.
un solo abbraccio è un inno alla vecchia carne, innalzato al cielo da un’infinità di led rossi e arti d’acciaio.

(non) voglio finire come in quel video di cunningham (?)

la haine

prendo libri in biblioteca, e scopro con piacere che tra le pagine ci sono piccole macchioline di sangue. forse perchè il libro parla di carne, sudore e malattia. e vita.

“even old flesh is erotic flesh;
the disease is the love of two alien kinds of creatures for each other, and even dying is an act of eroticism”

odio ciò che non posso avere, ciò che amo

luci

quella sera milano significava per me ciò che ora new york significa. in spalla ad uno sconosciuto, tutte le famiglie camminavano, tra case e palazzi, tram e automobili. l’inverno degli anni 90 e un’idea di “casa” del tutto soggettiva. l’espansione del retroscena di goffman.

il traffico e gli snodi della tangenziale mentre perdiamo la strada a cui ripenso anni dopo conoscendo un bolognese su warcraft online.

una copia di un videogioco fatta male mi fa ricordare al loop triste di quella sera, al suono del game boy giallo e alle stazioni del tram di copenhagen.

tutto gira attorno alle luci sfocate, quelle rosse e gialle, e il buio nella città durante i pellegrinaggi serali senza meta.

ho un problema con gli uomini.