Archivi categoria: happiness

sai cosa? la solennità

la solennità dei pianeti neri che non vedi, pesanti, che esplodono senza muoversi d’un millimetro. la fermezza delle proprie decisioni, di alcune. le orbite sempre uguali, ma che poi, pian piano cambiano, al ritmo degli australiani. al ritmo delle pagine che giri mentre studi nel parco. la solennità degli angeli neri, giganteschi, brutti e sapienti. il loro volo posato, la loro possenza. le nuvole rosse e nere, la luce fortissima che allaga il mondo.
la fermezza delle persone che inizi ad ammirare, la bellezza delle persone che già conosci.  le persone buone, con i cuori sui balconi in mezzo alle piante, e le persone che piangono per giorni e poi si comprano per la prima volta delle scarpe nuove per fare festa, in un modo o nell’altro. quelle che vogliono fare festa e quelle che vogliono rispetto.
la voglia di sorridere di tutti quelli che hai visto in un giorno, questo è quello che rende stupendo l’arrivare ai 27 anni. quello che rende stupendo lo schifo che provi e la rabbia, troppo poco pacati per essere angeli mostruosi, dei ricordi.
ricordi che tornano in pochi secondi, ma valgono davvero l’assenza di due padri? no.
nulla intacca la solennità del cammino di santiago de compostela.

Annunci

parigi

grazie degli uccelli morti, grazie di parigi, grazie per quando giriamo per locali cercandoci, grazie per le litigate con me in ascensore, grazie perchè quando ti ho parlato per una settimana di bernhard, appena sono tornato a casa ti sei informato su di lui. grazie, perchè avevo davvero bisogno di te.

da sole, ma insieme.

http://daysdawning.tumblr.com/

per stare bene

posso solo ricordare quando sentivo la musica e vedevo i colori, e i miei occhi si illuminavano e sentivo tutto dentro e tutto scoppiava ed era forte, e lì a torino poi è tutto così magico e la musica ha un altro profumo e la gente è diversa, e tutti sono giovani e tutti sono vecchi, e il sole riscalda ma in un altro modo, eppure ero solo, anche quella volta.

perchè poi stavo bene sì, ma in fondo mi immaginavo tutto. ma non voglio pensarci, voglio solo sapere che quello è un ricordo, e dentro c’è quel flauto, e l’autogrill, e le magliette colorate coi colori dell’arcobaleno che si scontra col sole e migliaia di cristalli cadono e il mondo diventa un kaleidoscopio e sorridi, e se ascolto santa maria de feira penso a tutto ciò e sorrido

l’autostrada porta sempre i miei sogni

10/08/08 // Walking City

Non uso questa moleskine da mesi, come ogni estate.

Sono in treno.
Nelle mie orecchie Ecdysis di Miho Hatori, mentre leggo le prime pagine di Norwegian Wood.
Fuori le città scorrono lentamente. Tutto il mondo è bagnato: la pioggia ha messo in pausa la calura estiva.
La luce si abbassa, sembra quasi una serata primaverile.
Sono in un treno diretto a Napoli, circondato da cinesi. Si parlano, ma non riesco a capire i rapporti che intercorrono tra di loro. Mi incuriosiscono, diventano parte del viaggio. Ci siamo addormentati tutti poco fa, e ora stiamo tutti bevendo. E’ cosi strano.

Aspettami.

E ora sto sorridendo, ascoltando la cover di the year of the cat degli Psapp.
Mei, a tra poco.

19/11/2009

listening to All is full of Love (live) by Bjork

7.45 di mattina.
L’autobus è pieno
Gente che va a scuola, gente che va a lavoro.
Tutto è ancora calmo e silenzioso,  tutti vogliono ancora riposare. I vetri lentamente iniziano ad appannarsi e qualche passeggero già sonnecchia.
Una ragazza (o forse dovrei dire donna) sulla trentina siede poco avanti a me, nella fila di fianco. E’ vestita bene, di nero e grigio. Ha un volto ancora giovane e un piercing minuscolo sul naso.
La osservo mentre gli archi di All is full of love si mescolano nell’aria.
Uno strano ombrello, in quello che sembra essere ferro battuto, con una stoffa argentata che si chiude in un vaporoso fiore, penzola di fianco a lei.
Ogni suo oggetto o atteggiamento la rende più bella di quanto realmente non sia.
I suoi capelli a caschetto neri, il viso piccolo e appuntito, mi ricordano mia cugina. Mi ricorda qualcosa che vedevo da piccolo, un’idea che mi ero fatto dell'”essere grandi”, una vita che vedevo nei telefilm che guardavano gli adolescenti del tempo, tra Friends e Daria.
Prende un piccolo specchietto grigio e inizia a mettersi un rossetto scuro -che sembra essere di muji, in una scatola trasparente- con dei piccoli colpetti sulle labbra, frettolosamente.
Mi da l’idea di una che appena arrivata a Milano correrà in ufficio, tra fax e e-mail.
I piccoli carillon e cristalli della canzone accompagnano i suoi gesti, e io continuo a guardarla sorridendo.
Forse perchè vorrei essere lei, forse perchè osservarla mi rende sereno.
Prende la sua borsa e ne tira fuori un basco in lana grigia, che immagino essere morbidissimo. Poi un Ipod nero e si mette ad ascoltare la radio, mentre io sento e mi ripeto “all is full of love”.
Tutto è così bello e calmo, e nessuno sembra accorgersene.
Forse dovrebbero solo imparare a guardare i colori e sorridere.
Forse è che spero sempre, in tutto.
E nonostante molte cose siano irrealizzabili, esse mi rendono felice.

it’s all around you

ho sempre odiato le pagine finali

di un libro. Mi sembrano sempre così dense di significato. Odio le conclusioni, le ho sempre odiate. Sia quando le devo leggere sia quando le devo inventare, scrivere. Sia quando devo farle. Odio concludere. Odio discutere, odio ogni azione che possa avere un impatto decisivo. Ma ho costantemente bisogno di esse. Ne abbiamo tutti bisogno. Odio, ma amo.

Odio le ultime pagine di un libro. Ma le amo. Mi rendono sempre triste, anche se sono allegre e gioiose. Abbandonare i personaggi, certo, è ciò che rende queste pagine così terrificanti. Ma ciò che più mi inquieta è il dovermi separare dalla storia, dai concetti. Dalla sua atmosfera, che riesce così tanto ad influenzare la mia quotidianità.
E’ per questo che leggo le ultime pagine col fiato in gola, sempre più lentamente. Leggo e rileggo. E’ così stressante. Ho paura di finire, di tralasciare una parola, di non assorbire completamente ciò che mi viene detto. Ho paura di non ricordare delle cose importantissime. Sembra un po’ la mia continua paura di dimenticare gli eventi importanti. Cosa che faccio sempre. 

 

Questo libro è finito. O almeno, tra due pagine lo sarà. Non ho il coraggio di andare avanti. Sono ancora fermo in quella New York di dieci anni fa, in una storia vera, circondato da crack e drag queens. Una New York che sento disperatamente mia. Quella che da piccolo sognavo sempre, senza mai rendermene conto. 
Avevo veramente bisogno di questa storia. Ne avevo veramente tanto bisogno. Non è una conclusione. Nemmeno l’incipit. E’ “qualcosa di quella roba lì in mezzo“.

 

•••

Cerco di autoconvincermi che ho imparato la differenza tra giusto e sbagliato. Che esiste una cosa come il giusto e lo sbagliato. Ma invece ho imparato che queste cose -il “giusto” e lo “sbagliato”- sono cose che ci raccontiamo noi. Semplicemente per illuderci. Sono cose che non abbiamo mai provato. E mentre la maggior parte delle cose che ci raccontiamo può essere vera, non è davvero possibile sapere se le cose sono giuste finché non le abbiamo provate, sfottute, esibite. O sapere se sono sbagliate. O vere. O false. O qualcosa di quella roba lì in mezzo. E penso di saper distinguere un po’ meglio. E so anche che non smetterò mai di provare questo mondo. Non mi affiderò mai all’opinione comune. Be’ fare così sarebbe troppo comune.
E allora. Continuerò a ballare con i miei costumi. Giorno e notte. E non dormirò, per quanto possibile. E tracannerò a più non posso. E forse, piroettando tutta luccicante, giocando a un idiota nascondino nel bel mezzo di un campo all’aperto, forse, forse, qualunque cosa succederà sarà più grande e scorderò ciò che mi sembra grande adesso.

Non ho ancora un piano, ma quando l’avrò so che sarà di classe. Oh sì. Un piano di gran classe.

Josh Kilmer-Purcell,
In questi giorni sono fuori di me 

phoenix – lisztomania *brooklyn brat pack mashup*

“This was a fun 90 minute shoot meant as a welcome to summer, a goodbye to Heidi…”

perchè io non riesco mai a organizzare cose simili on mah roof?

to do: scoprire qualcosa di più su questi “phoenix” e lurkare un pò su questo Butter Team

(via Butter Team)

 

ps: lo dedico a qualcuno che ha bisogno di un pizzico di spensieratezza, pouji