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10/08/08 // Walking City

Non uso questa moleskine da mesi, come ogni estate.

Sono in treno.
Nelle mie orecchie Ecdysis di Miho Hatori, mentre leggo le prime pagine di Norwegian Wood.
Fuori le città scorrono lentamente. Tutto il mondo è bagnato: la pioggia ha messo in pausa la calura estiva.
La luce si abbassa, sembra quasi una serata primaverile.
Sono in un treno diretto a Napoli, circondato da cinesi. Si parlano, ma non riesco a capire i rapporti che intercorrono tra di loro. Mi incuriosiscono, diventano parte del viaggio. Ci siamo addormentati tutti poco fa, e ora stiamo tutti bevendo. E’ cosi strano.

Aspettami.

E ora sto sorridendo, ascoltando la cover di the year of the cat degli Psapp.
Mei, a tra poco.

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19/11/2009

listening to All is full of Love (live) by Bjork

7.45 di mattina.
L’autobus è pieno
Gente che va a scuola, gente che va a lavoro.
Tutto è ancora calmo e silenzioso,  tutti vogliono ancora riposare. I vetri lentamente iniziano ad appannarsi e qualche passeggero già sonnecchia.
Una ragazza (o forse dovrei dire donna) sulla trentina siede poco avanti a me, nella fila di fianco. E’ vestita bene, di nero e grigio. Ha un volto ancora giovane e un piercing minuscolo sul naso.
La osservo mentre gli archi di All is full of love si mescolano nell’aria.
Uno strano ombrello, in quello che sembra essere ferro battuto, con una stoffa argentata che si chiude in un vaporoso fiore, penzola di fianco a lei.
Ogni suo oggetto o atteggiamento la rende più bella di quanto realmente non sia.
I suoi capelli a caschetto neri, il viso piccolo e appuntito, mi ricordano mia cugina. Mi ricorda qualcosa che vedevo da piccolo, un’idea che mi ero fatto dell'”essere grandi”, una vita che vedevo nei telefilm che guardavano gli adolescenti del tempo, tra Friends e Daria.
Prende un piccolo specchietto grigio e inizia a mettersi un rossetto scuro -che sembra essere di muji, in una scatola trasparente- con dei piccoli colpetti sulle labbra, frettolosamente.
Mi da l’idea di una che appena arrivata a Milano correrà in ufficio, tra fax e e-mail.
I piccoli carillon e cristalli della canzone accompagnano i suoi gesti, e io continuo a guardarla sorridendo.
Forse perchè vorrei essere lei, forse perchè osservarla mi rende sereno.
Prende la sua borsa e ne tira fuori un basco in lana grigia, che immagino essere morbidissimo. Poi un Ipod nero e si mette ad ascoltare la radio, mentre io sento e mi ripeto “all is full of love”.
Tutto è così bello e calmo, e nessuno sembra accorgersene.
Forse dovrebbero solo imparare a guardare i colori e sorridere.
Forse è che spero sempre, in tutto.
E nonostante molte cose siano irrealizzabili, esse mi rendono felice.

it’s all around you

25/03/09 // odore di tè verde

ascoltando Peter Broderick, “and it’s alright”. vorrei incorporarla ma non la trovo, peccato.

circondato dal bianco, e da poche tinte di verde ascolto canzoni verdi

penso all’autostrada, ai viaggi, a quelle giornate passate in francia, con la mia baby sitter bjorkiana, a raccontarsi e conoscersi, confessando di volersi trasferire
a guardare il cielo, saturi di emozioni
pomeriggi passati a visitare Avignone con mio padre

e ora dionysos, song for jedi, ma una versione che non trovo su youtube

non posso negarlo, sono stato molto fortunato, e mi rattrista pensare che non riuscirò a mantenere questo livello se non mi do da fare
ma al contempo non ho la minima voglia di darmi da fare, vorrei solo poter gustare questi 19 anni senza pensare al futuro. ma devo, e ben presto me ne accorgerò.

shooting stars, running over me
sere stellate, campi inondati di sole

mai come quest’anno ho bisogno di una nuova, vera estate. ho bisogno del caldo, ho bisogno della solitudine e della compagnia
ho bisogno di poter cantare in coro, ho bisogno di poter cantare
di aprirmi e ridere, e di cambiare

cambiare, in un certo senso ho già cominciato, anche se non sono sicuro del risultato che voglio raggiungere. è così stupido e divertente avere problemi con il proprio sciocco corpo 🙂

octobasse, Nicola Moneta

octobasse wiki

octobasse e Nicola Moneta

era così pedante e carino quando parlava di armonici inciampando ovunque. qualcuno salvi gli strumentisti.

 

(suono strano e stupendo, ovviamente)

 

12/03/09 // Fast and sleepy

adoro essere adulto
(e sembrare un tredicenne, in fondo)

e la gente non era nulla di che, ma almeno ho tentato.

a te invece dò un addio, non so quanto tu lo possa meritare. hai passato tanti anni a lavorare, tanto tempo a perdere ogni secondo di ciò che hai fatto.
pace alla sua buon anima, dicono alcuni. addio dico io. e mi pento di non provare nulla di più.
ma sono molto più propenso a provare tristezza per tuo figlio, che soffre veramente.

a quanto pare continuo a dire cose che dovrei evitare di dire. ma tanto verrò sempre frainteso, tanto vale parlare, a costo di offendere tutti.

però mi dispiace. per chi non mi capisce, e per chi non capisco.

(e perchè ora mi ricordo il teatro in sri lanka?)
yaka danzanti, yaka febbrili. fuococarbone e aerei

6/03/09 // Hormones & Friendship

pensando “Lucas!” ad ogni biondo,
cantando “little bit” pensando ad una mora
dicendomi di fare, cantando “if i had a heart”

mi muovo nell’ordine, ma devo ancora migliorare.

14/02/09

davanti a scuola.
L’aria, la luce, sembrano così dense da impedirmi di vedere. Il vento è gelido e il sole mi sta bruciando la schiena.
Guardo dietro, il parco, mi ricordo giugno, a camminare.
Non sono cresciuto. Ma forse, per ora, posso continuare a vivere d’aria, forse bastano gli impegni.

Beh, per ora una settimana di riposo, si spera. Buon divertimento!

p.s.: il fatto è che c’è veramente molta luce, eppure si fatica a vedere. quegli alberi sono scurissimi. e non c’è nessun altro significato,
almeno, io non lo sto scrivendo ne pensando.