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Stitches

Perchè odio il corpo?
Perchè è sporco. Il corpo è carne, è cellule che si riproducono e muoiono, è fasci di muscoli che si tendono e si sfilacciano una volta cotti, è viscido, è ruvido, è in movimento, è destinato alla putrefazione ed ogni giorno si decompone, è cannibalismo, è un continuo rigenerarsi, è un essere bestiale che urla e stride, è protesi in metallo e plastica, è carne cattiva dall’aspetto angelico, è merda, è sebo, è unto, è grasso che cola, grasso che si solidifica, è pareti intestinali rugose, è acido gastrico, è spruzzi chimici che diventano emozioni, è muscoli rossi che pompano e si contraggono, è sperma, è sesso, è avidità, è rabbia, è affetto, è un insieme di significati che crescono sotto pelle e in ogni azione o abbraccio, è pelle strappata, desquamata, secca, grassa, pulita, irritata, è cheratina, è peli, è gusci di formiche così sottili da diventare morbidi, è bulbi piliferi, è sopracciglia e occhi e sguardi e catarro e morte.
Il corpo è la tomba della purezza.

Il corpo sono due possibilità e un’infinita gamma di scelte che non si possono fare.
Io sono in una delle due possibilità, uscita male, e mi colloco in una scelta che non so.
Il mio corpo non serve, se non a se stesso. Non serve alla mia mente, non serve alla mente degli altri e non serve al corpo degli altri. E’ un meccanismo solo e destinato allo sporco.
Preservare il corpo è inutile in questo caso. L’egoismo è accettabile. Voglio quindi fare del mio corpo l’espressione della mia indecisione e della mia poca stima in me stesso. Voglio bruciare l’orgoglio e la credibilità.

Lunghe fila di punti di sutura sotto i miei seni, pelle di plastica, i piedi devono essere rotti per la loro ignobiltà. Tra le gambe la decisione di non poter decidere e la dimostrazione dell’immaturità, o la poesia di un manichino.

Ma non lo farò perchè principalmente il mio cervello è codardo.

L’odore di merda, della tua stessa merda, fa cagare.
mentre il vomito degli altri ribolle di amore.

25/03/09 // odore di tè verde

ascoltando Peter Broderick, “and it’s alright”. vorrei incorporarla ma non la trovo, peccato.

circondato dal bianco, e da poche tinte di verde ascolto canzoni verdi

penso all’autostrada, ai viaggi, a quelle giornate passate in francia, con la mia baby sitter bjorkiana, a raccontarsi e conoscersi, confessando di volersi trasferire
a guardare il cielo, saturi di emozioni
pomeriggi passati a visitare Avignone con mio padre

e ora dionysos, song for jedi, ma una versione che non trovo su youtube

non posso negarlo, sono stato molto fortunato, e mi rattrista pensare che non riuscirò a mantenere questo livello se non mi do da fare
ma al contempo non ho la minima voglia di darmi da fare, vorrei solo poter gustare questi 19 anni senza pensare al futuro. ma devo, e ben presto me ne accorgerò.

shooting stars, running over me
sere stellate, campi inondati di sole

mai come quest’anno ho bisogno di una nuova, vera estate. ho bisogno del caldo, ho bisogno della solitudine e della compagnia
ho bisogno di poter cantare in coro, ho bisogno di poter cantare
di aprirmi e ridere, e di cambiare

cambiare, in un certo senso ho già cominciato, anche se non sono sicuro del risultato che voglio raggiungere. è così stupido e divertente avere problemi con il proprio sciocco corpo 🙂