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10/08/08 // Walking City

Non uso questa moleskine da mesi, come ogni estate.

Sono in treno.
Nelle mie orecchie Ecdysis di Miho Hatori, mentre leggo le prime pagine di Norwegian Wood.
Fuori le città scorrono lentamente. Tutto il mondo è bagnato: la pioggia ha messo in pausa la calura estiva.
La luce si abbassa, sembra quasi una serata primaverile.
Sono in un treno diretto a Napoli, circondato da cinesi. Si parlano, ma non riesco a capire i rapporti che intercorrono tra di loro. Mi incuriosiscono, diventano parte del viaggio. Ci siamo addormentati tutti poco fa, e ora stiamo tutti bevendo. E’ cosi strano.

Aspettami.

E ora sto sorridendo, ascoltando la cover di the year of the cat degli Psapp.
Mei, a tra poco.

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4/11/08

prima di tutto ciò scrivevo:

in treno:
“E’ un giorno perfetto per Drawing Restraint.
Il clima è alienante, e ciò che succede pure. Pura e semplice casualità. Forse.
Scende, pian piano, gocciola sui vetri. E ti chiede “è tutto vero?”, come un turista disorientato.
Ma qui, tra fumo e ferro, non c’è nulla da vedere. Nor feel.” 

ora, fortunatamente, sorrido così tanto da non sapere nemmeno cosa intendessi.
sono cosi lontano da queste gocce! 

in the cold cold night

continui a pensare alla pioggia, quando sei triste. guardi nel vuoto, arrabbiato, senza nemmeno sapere il motivo. queste lettere azzurre sono statiche, non come prima. non c’è una fantasia, non ci son stacchi, è tutto qui. sei triste perchè come sempre senti di non ricevere ciò che dai. ma oggi ti sei accorto di fare schifo, di pensare solo al sangue quando gli altri pensano all’aldilà.


ieri sua nonna è morta, e tu pensavi a quanto lei fosse triste.
lei la consolava, tu guardavi, rattristito e senza parole.
non saprai mai cosa dire di fronte ad un lutto, eppure m è stata sempre presente nella tua vita.

esperienze quasi sempre ignorate, che sono entrate nella mia mente solo quando tutto è stato così tragico, così mistico. così pauroso.

è diventare freddi o sentire freddo?

 

-era solo scritto, ma lo dovevo finire. non è più-