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elephant & castle

l’aria leggera, gli occhi ancora cispiosi. una pioggia timida e un cielo grigio e luminoso. i suoni attutiti. l’odore di cibo in cottura.
il profumo fresco di pepe  e le pozzanghere che schizzano.
mi ricordo il saccarosio di londra, con i coloranti rossi e verdi nelle caramelle e nessun obiettivo.

oggi il tempo ha deciso di fregarsene di come mi sento, e ha fatto benissimo.

(è già tempo di cambiare)

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19/11/2009

listening to All is full of Love (live) by Bjork

7.45 di mattina.
L’autobus è pieno
Gente che va a scuola, gente che va a lavoro.
Tutto è ancora calmo e silenzioso,  tutti vogliono ancora riposare. I vetri lentamente iniziano ad appannarsi e qualche passeggero già sonnecchia.
Una ragazza (o forse dovrei dire donna) sulla trentina siede poco avanti a me, nella fila di fianco. E’ vestita bene, di nero e grigio. Ha un volto ancora giovane e un piercing minuscolo sul naso.
La osservo mentre gli archi di All is full of love si mescolano nell’aria.
Uno strano ombrello, in quello che sembra essere ferro battuto, con una stoffa argentata che si chiude in un vaporoso fiore, penzola di fianco a lei.
Ogni suo oggetto o atteggiamento la rende più bella di quanto realmente non sia.
I suoi capelli a caschetto neri, il viso piccolo e appuntito, mi ricordano mia cugina. Mi ricorda qualcosa che vedevo da piccolo, un’idea che mi ero fatto dell'”essere grandi”, una vita che vedevo nei telefilm che guardavano gli adolescenti del tempo, tra Friends e Daria.
Prende un piccolo specchietto grigio e inizia a mettersi un rossetto scuro -che sembra essere di muji, in una scatola trasparente- con dei piccoli colpetti sulle labbra, frettolosamente.
Mi da l’idea di una che appena arrivata a Milano correrà in ufficio, tra fax e e-mail.
I piccoli carillon e cristalli della canzone accompagnano i suoi gesti, e io continuo a guardarla sorridendo.
Forse perchè vorrei essere lei, forse perchè osservarla mi rende sereno.
Prende la sua borsa e ne tira fuori un basco in lana grigia, che immagino essere morbidissimo. Poi un Ipod nero e si mette ad ascoltare la radio, mentre io sento e mi ripeto “all is full of love”.
Tutto è così bello e calmo, e nessuno sembra accorgersene.
Forse dovrebbero solo imparare a guardare i colori e sorridere.
Forse è che spero sempre, in tutto.
E nonostante molte cose siano irrealizzabili, esse mi rendono felice.

it’s all around you

steamed in burning flowers // Orange Pekoe

(o ancora, canvas. ma suona male)

è inutile, lo so, ma qualcosa dovevo scrivere. e questa cosa la volevo scrivere da qualche parte.

trattasi di due sabati fa.
si parla di “essere in botta”. senza droga alcuna. eccetto qualche piccolo evento.

in pratica
ti ritrovi a camminare, sfinito per aver dormito solo 2 ore. sfinito per aver scritto per 3 ore.
e ti accorgi del marciapiede: pulito. Le foglie degli alberi si preparano già all’autunno, cadono e creano confusi movimenti, trame complesse. in evoluzione. e tra queste brilla una luce, una luce intensa e giallognola, un sole che non hai visto da molto tempo bagna tutto, investe ogni albero e persona.
Dopodichè ti dirigi in città. Tra risate e vecchi sorrisi (nulla di che, ma fa sempre piacere) ti guardi attorno.
Gente strana. Gente. E fotografi. E’ evidente che molti si sono accorti di quanto oggi l’aria sia diversa. Di quanto sia morbida. Fotografano te, la tua amica, i bambini e le fontane. e arrossendo non dici nulla, tutto contento.
Poi alzi lo sguardo. Il cielo è azzurro. Attraversato da una coltre di grigio, ma è azzurro e luminoso. Non lo vedi forse, ma lo senti. I palazzi brillano, le persone ridono, e le piante, molli, si godono il sole da quegli irraggiungibili terrazzi.
E tra questi colori capisci che qualcosa non va. E’ tutto tremendamente bello, forse.

E le foglie degli alberi. Anche davanti al cimitero, così piccole, così belle. Ti accorgi della loro grazia e tenerezza, e quasi intravedi delle magnolie.

Ma poi, la sera vedi altro.
La luna, quasi piena, immobile, circondata da nuvole che sembrano abbracciarla. Una prospettiva strana, sembra di essere al centro del mondo. Tutto è curvo, tutto è posto in relazione a te. Sembra di essere in Wanderlust, e mentre ascolti Desired Constellation, sfrecciando nella notte, il tuo sguardo torna per un’ultima volta alla terra. Non c’è più. I campi sono coperti di una bassa, ma densa nebbia. Un mare di sonno.

E capisci che no, non c’è nessun forse. E’ tutto bellissimo. E la bellezza ovviamente è anche nei tuoi occhi.
La serenità. In te.

blossom/blossom/blossom/blossom/blossom/blossom/blossom

(devo scrivere altro per finire il discorso iniziale? boh)