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per stare bene

posso solo ricordare quando sentivo la musica e vedevo i colori, e i miei occhi si illuminavano e sentivo tutto dentro e tutto scoppiava ed era forte, e lì a torino poi è tutto così magico e la musica ha un altro profumo e la gente è diversa, e tutti sono giovani e tutti sono vecchi, e il sole riscalda ma in un altro modo, eppure ero solo, anche quella volta.

perchè poi stavo bene sì, ma in fondo mi immaginavo tutto. ma non voglio pensarci, voglio solo sapere che quello è un ricordo, e dentro c’è quel flauto, e l’autogrill, e le magliette colorate coi colori dell’arcobaleno che si scontra col sole e migliaia di cristalli cadono e il mondo diventa un kaleidoscopio e sorridi, e se ascolto santa maria de feira penso a tutto ciò e sorrido

l’autostrada porta sempre i miei sogni

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Si può provare nostalgia per qualcosa che non abbiamo mai vissuto?

cercavo in google questa frase, senza motivo. volevo solo vedere cosa usciva fuori, vedere se altre persone si commuovevano studiando la storia della tv in italia negli anni 70, o ricordandosi la scena lgbt di new york degli anni 80, e per caso ho scoperto che baricco, autore che non ho mai letto, ha scritto la stessa frase.

poi una capatina sul mio blog, e guardando le chiavi di ricerca con cui qualcuno è arrivato qui trovo questa. scritta senza punteggiatura, da non so chi. mi chiedo perchè una persona si sia messa a cercare una frase simile in google. non è una citazione, non è una canzone, tantomeno il post di un altro blogger. davvero curiosa come cosa. o forse lo è, ma io non lo so. eppure mi ha affascinato. ho provato nostalgia anche per queste parole.
Sperando quindi di non recar danno a nessuno, e buttandoci dentro giusto qualche virgola senza modificare troppo il testo, la pubblico.

ho tante altre cose da dirti e poco tempo da passare assieme.
sono diversi giorni che non ti cerco ma è inutile continuo a pensarti.
e’ più di un mese che non scrivo. sono stanco. forse non scriverò ancora per un po’. meglio così.
ecco è ora di finirla non voglio voltarmi indietro e capire che ci sei, in ogni istante vorrei che tutto questo finisse e lo ripeto e lo ripeto e lo ripeto.
le ho scritte tutte per te, una in più, una in meno ma non sono quello che hai pensato, non sono quello che hai voluto, non sono stato mai lo stesso.
non sono qui ora.

mentre apro la serratura

continuo, nolente, a celebrare l’inverno

non mi sono mai opposto così tanto alla natura, non ho mai sentito così nemica la normalità.

 

eppure le note scorrono nelle mie orecchie, e mi promettono cose importanti. forse è solo l’arte dell’abbellire il nulla, ma spero sempre in un significato.